San Cresci
European Systemic Life Lab

La proposta di un laboratorio europeo di ricerca applicata, formazione e sperimentazione dello Stile di Vita Sistemico, dalla nascita alla fase finale della vita.
Contenuto integrale del documento istituzionale preliminare allegato, settembre 2026. Partnership, stime e opportunità di finanziamento saranno definite con i soggetti coinvolti: non costituiscono accordi o risultati già acquisiti.
01Executive summary
San Cresci – European Systemic Life Lab è la proposta di trasformare la Tenuta San Cresci in un hub europeo di ricerca applicata, formazione e dimostrazione dedicato allo Stile di Vita Sistemico: un modello che accompagna la persona lungo l’intero arco della vita collegando prevenzione e salute, educazione, relazioni, lavoro, alimentazione, attività fisica, ambiente, cultura, partecipazione sociale, sicurezza economica, spiritualità liberamente scelta, invecchiamento e dignità nella fase finale della vita.
La proposta parte da un problema concreto: la vita della persona è unitaria, mentre servizi, politiche e competenze sono spesso organizzati per settori. Il progetto non intende sostituire il Servizio sanitario nazionale, la scuola, i servizi sociali o il medico di famiglia; intende costruire una infrastruttura di coordinamento, prevenzione, educazione, monitoraggio e ricerca capace di collegare questi mondi attorno alle transizioni della vita.
La Tenuta non deve ospitare mille residenti. I circa 12.000 m² di immobili storici da recuperare costituiscono l’hub centrale. La prima coorte sperimentale, indicativamente 500–1.000 persone dopo una fase pilota più piccola, continuerebbe a vivere nel Mugello e in Toscana, accedendo periodicamente a San Cresci e utilizzando servizi territoriali e strumenti digitali. In questo modo il progetto misura ciò che accade nella vita reale, non in una comunità artificiale.
L’orizzonte 2027–2035 prevede quattro passaggi: progettazione e validazione; pilota; sperimentazione territoriale estesa; trasferimento a siti europei. Il risultato atteso non è un marchio o una teoria, ma un protocollo verificato, un set di indicatori, un modello economico e organizzativo e una metodologia replicabile.
La tesi centrale da verificare
Un accompagnamento volontario, continuativo, personalizzato e multisettoriale lungo le principali transizioni della vita può migliorare capacità, benessere, autonomia e coesione sociale e può generare valore economico e ambientale misurabile.
02Perché ora: il cambiamento del paradigma internazionale
Nel 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il Framework to implement a life course approach in practice. Il quadro propone di riorientare i sistemi verso la produzione di salute e benessere lungo l’intera vita, riconoscendo il peso combinato di fattori biologici, psicosociali e ambientali, delle transizioni e delle esposizioni cumulative.
Il framework OMS comprende un buon inizio della vita, lo sviluppo di bambini e giovani, salute e benessere nell’età adulta, invecchiamento sano e una morte dignitosa. I principi operativi includono centralità della persona, equità, azione tempestiva, interventi basati sulle evidenze, collaborazione fra generazioni e settori e continuità fra le fasi della vita.
Parallelamente, OMS Europa sta sviluppando la Well-being Economy Initiative, che collega salute, equità e investimenti. Le priorità indicate comprendono invecchiamento, salute mentale e inclusione dei giovani e sviluppo delle regioni rurali lasciate indietro. San Cresci si colloca all’intersezione di questi assi, con una specificità: offrire un luogo fisico e territoriale nel quale integrare e misurare tali approcci.
Questa convergenza crea una finestra istituzionale favorevole. Non significa che San Cresci sia già riconosciuto da OMS o Unione europea, né che esista un bando dedicato al progetto. Significa che il linguaggio e le domande del progetto sono oggi compatibili con priorità internazionali verificabili.
03Che cosa intendiamo per Stile di Vita Sistemico
Lo Stile di Vita Sistemico non è una terapia, una disciplina medica né un insieme rigido di regole. È un modello organizzativo e culturale che considera la persona come un sistema in relazione con famiglia, comunità, lavoro, ambiente e istituzioni. Il suo oggetto è la traiettoria di vita.
| Dominio | Domanda guida |
|---|---|
| Salute e prevenzione | La persona dispone di prevenzione appropriata e comprende come prendersi cura della propria salute? |
| Benessere psicologico | Dispone di strumenti per stress, resilienza, relazioni e momenti di crisi? |
| Alimentazione | Le scelte alimentari sono sane, sostenibili, accessibili e culturalmente adeguate? |
| Movimento e sonno | La vita quotidiana sostiene capacità fisica, recupero e autonomia? |
| Educazione | Le competenze evolvono durante tutta la vita? |
| Famiglia e relazioni | Esistono legami di sostegno e possibilità di affrontare transizioni e conflitti? |
| Lavoro ed economia | La persona può costruire autonomia, competenze e sicurezza economica? |
| Ambiente e natura | Gli spazi di vita favoriscono salute, movimento, contatto con natura e sostenibilità? |
| Cultura | La persona partecipa alla vita culturale e sviluppa creatività e appartenenza? |
| Comunità | Esistono reti, partecipazione e reciprocità? |
| Spiritualità e significato | La persona, se lo desidera, dispone di spazi per interiorità, senso e trascendenza nel rispetto del pluralismo? |
| Invecchiamento e fine vita | Autonomia, dignità, relazioni e scelte sono accompagnate fino alla fase finale? |
04Cosa San Cresci aggiunge ai sistemi esistenti
La prima domanda istituzionale sarà inevitabilmente: perché creare San Cresci se esistono già medici, pediatri, scuole, servizi sociali, consultori, sport e associazioni? La risposta deve essere precisa.
- Non duplica le prestazioni cliniche: crea continuità tra prevenzione, vita quotidiana e determinanti sociali e ambientali.
- Non sostituisce la scuola: collega sviluppo, benessere, famiglia, natura, competenze e transizioni.
- Non sostituisce i servizi sociali: individua precocemente fragilità e facilita orientamento e reti.
- Non prescrive un modello morale di vita: propone opportunità, strumenti e accompagnamento volontario.
- Non confonde spiritualità e medicina: la dimensione spirituale è facoltativa, pluralistica e non clinica.
- Non concentra tutto nella Tenuta: usa San Cresci come hub e il territorio come vero laboratorio.
- Non dichiara risultati prima di averli: costruisce un sistema di valutazione indipendente.
L’innovazione è quindi soprattutto di architettura: una regia longitudinale che collega interventi già esistenti, colma vuoti fra le fasi della vita, sperimenta nuovi servizi e misura gli esiti in modo unitario.
05San Cresci come infrastruttura territoriale
La Tenuta San Cresci, con circa 664 ettari e circa 12.000 m² di immobili storici da recuperare, consente di integrare dimensioni che raramente convivono nello stesso progetto: patrimonio, bosco, agricoltura, salute, formazione, ricerca, cultura, ospitalità temporanea e innovazione sociale.
Il patrimonio immobiliare deve essere affrontato con prudenza. I 12.000 m² sono una consistenza lorda di riferimento, non una superficie già disponibile. Vincoli, stato di conservazione, accessibilità, destinazioni d’uso, sicurezza, impianti e costi possono ridurre o modificare le superfici effettivamente utilizzabili.
Il principio operativo è procedere per lotti. Il progetto scientifico non deve attendere il restauro totale. Una prima sede funzionale, anche limitata, può sostenere la fase pilota mentre prosegue il recupero del complesso.
Tre cerchi
| Cerchio | Ambito | Funzione |
|---|---|---|
| 1 | San Cresci | Hub fisico, ricerca, formazione, valutazioni, laboratori, foresteria temporanea. |
| 2 | Mugello/Toscana | Living Lab diffuso: partecipanti nella vita quotidiana, servizi esistenti, scuole, imprese e comunità. |
| 3 | Europa | Siti partner che applicano un nucleo comune di metodo e indicatori adattandolo ai sistemi nazionali. |
06Il Percorso di Vita San Cresci
Il cuore del dossier esteso è il Percorso di Vita San Cresci. Non si tratta di sottoporre ogni persona a controlli continui, ma di offrire momenti di accompagnamento proporzionati alle fasi e alle transizioni. Ogni fascia d’età ha obiettivi, rischi e opportunità differenti.
| Fase | Età indicativa | Focus |
|---|---|---|
| Origini | gravidanza–3 | genitorialità, nutrizione, sviluppo, ambiente, reti familiari |
| Fondazioni | 4–10 | movimento, apprendimento, emozioni, natura, alimentazione, relazioni |
| Transizione | 11–18 | identità, salute mentale, digitale, relazioni, orientamento, sport |
| Autonomia | 19–35 | studio/lavoro, abitare, relazioni, prevenzione, competenze economiche |
| Consolidamento | 36–55 | lavoro, famiglia, caregiving, stress, prevenzione, comunità |
| Longevità attiva | 56–70 | capacità funzionale, transizione lavorativa, reti, prevenzione fragilità |
| Autonomia avanzata | 71–85 | mobilità, cognizione, socialità, abitare, prevenzione cadute |
| Fragilità e dignità | 85+ | autonomia residua, rete di cura, desideri, relazioni e fine vita |
Le fasce sono orientative e non definiscono categorie rigide. Il modello deve adattarsi alla persona e non il contrario.
07Gravidanza, nascita e primi 1.000 giorni
Questa fase ha un valore particolare perché salute materna, ambiente, nutrizione e qualità delle relazioni possono influenzare traiettorie successive. San Cresci non sostituisce consultori, ostetricia o pediatria: crea un programma territoriale di accompagnamento che collega servizi, famiglia e ambiente.
Azioni possibili
- educazione alla salute e alla genitorialità in raccordo con i professionisti
- alimentazione e stili di vita materni secondo linee guida
- sostegno alle reti familiari e contrasto all’isolamento
- ambiente domestico e contatto sicuro con la natura
- monitoraggio del benessere dei caregiver
- orientamento ai servizi esistenti
Indicatori possibili
- partecipazione ai percorsi raccomandati
- benessere genitoriale
- reti di sostegno
- sviluppo del bambino con strumenti validati
- equità di accesso
08Infanzia 4–10 anni
L’obiettivo è costruire capacità, curiosità, movimento, relazioni e abitudini sane senza medicalizzare l’infanzia. La Tenuta può diventare un luogo privilegiato per attività nella natura, educazione alimentare, cultura e relazione intergenerazionale.
Azioni possibili
- giornate natura e movimento
- orti e alimentazione
- educazione emotiva e relazionale
- lettura, arti e patrimonio
- alfabetizzazione digitale proporzionata all’età
- coinvolgimento dei genitori
Indicatori possibili
- benessere percepito
- attività fisica
- competenze socio-emotive
- partecipazione
- abitudini di sonno e alimentazione
09Adolescenza 11–18 anni
L’adolescenza è una fase di transizione critica. Il progetto deve evitare approcci paternalistici e coinvolgere direttamente i giovani nella co-progettazione.
Azioni possibili
- spazi di ascolto e orientamento
- salute mentale e competenze emotive
- educazione digitale e uso consapevole dei social
- sport e natura
- relazioni e rispetto
- orientamento scolastico e professionale
- partecipazione civica e volontariato
Indicatori possibili
- benessere mentale con scale validate
- solitudine e supporto sociale
- attività fisica
- coinvolgimento scolastico
- partecipazione e senso di autoefficacia
10Giovani adulti 19–35 anni
Il passaggio all’autonomia è segnato da studio, lavoro, casa, relazioni e scelte familiari. Il progetto può concentrarsi sulle capacità necessarie a costruire una vita sostenibile.
Azioni possibili
- orientamento e competenze
- educazione finanziaria di base
- salute preventiva e stili di vita
- reti professionali e mentoring
- relazioni e benessere
- volontariato e partecipazione
- accesso a natura, cultura e sport
Indicatori possibili
- occupabilità e formazione
- benessere
- stabilità abitativa percepita
- reti sociali
- comportamenti di prevenzione
11Età adulta 36–55 anni
Questa fase combina responsabilità lavorative, familiari e spesso caregiving. Il rischio è che la prevenzione venga rinviata fino alla comparsa di problemi.
Azioni possibili
- valutazioni preventive appropriate
- gestione dello stress
- movimento e sonno
- alimentazione
- sostegno ai caregiver
- formazione continua
- relazioni e partecipazione comunitaria
Indicatori possibili
- fattori di rischio modificabili
- stress e burnout
- assenze lavorative
- attività fisica
- qualità della vita
- carico di cura
12Età 56–70: preparare la longevità
Il passaggio verso la pensione o la riduzione del lavoro può essere una fase di perdita o una grande opportunità di riprogettazione.
Azioni possibili
- prevenzione della fragilità
- forza, equilibrio e mobilità
- nuovi ruoli sociali e mentoring
- preparazione economica e organizzativa alla pensione
- cultura e apprendimento
- volontariato
- screening appropriati
Indicatori possibili
- capacità funzionale
- partecipazione
- solitudine
- mobilità
- autoefficacia
- qualità della vita
13Età 71–85: autonomia e partecipazione
L’obiettivo non è soltanto vivere più a lungo, ma preservare capacità funzionale, relazioni e possibilità di scelta.
Azioni possibili
- valutazione multidimensionale appropriata
- movimento adattato
- prevenzione cadute
- nutrizione
- socialità e intergenerazionalità
- supporto digitale
- coordinamento con servizi sanitari e sociali
Indicatori possibili
- autonomia nelle attività quotidiane
- mobilità
- cadute
- solitudine
- capacità cognitiva ove appropriato
- uso dei Servizi
14Età 85+ e fase finale della vita
Il modello deve includere anche fragilità, dipendenza e morte, senza trasformare la longevità in un obbligo. La dignità comprende la possibilità di essere ascoltati, sostenuti e accompagnati.
Azioni possibili
- sostegno alla persona e alla famiglia
- reti di prossimità
- coordinamento con cure domiciliari e palliative quando necessarie
- attenzione a dolore, comfort e desideri tramite professionisti competenti
- accompagnamento spirituale solo se richiesto
- supporto al lutto
Indicatori possibili
- qualità della vita
- carico dei caregiver
- continuità assistenziale
- preferenze rispettate
- ricoveri evitabili quando clinicamente appropriato
15Il “Passaporto di Benessere” personale
Uno strumento distintivo potrebbe essere un Passaporto di Benessere San Cresci, digitale e controllato dalla persona. Non sarebbe una cartella clinica parallela. Raccoglierebbe obiettivi, preferenze, partecipazione, indicatori non clinici e, solo dove consentito e utile, collegamenti con dati sanitari gestiti secondo normativa.
Il passaporto dovrebbe mostrare poche informazioni comprensibili: dove mi trovo, quali obiettivi ho scelto, quali risorse territoriali posso utilizzare, quali transizioni stanno arrivando, quali progressi osservo.
- adesione volontaria e consenso granulare
- minimizzazione dei dati
- possibilità di revocare il consenso
- separazione fra ricerca e servizi
- accesso differenziato per professionisti e ricercatori
- nessun punteggio morale o classificazione della persona
- interoperabilità solo dopo valutazione tecnica e giuridica
La tecnologia deve ridurre la frammentazione, non creare sorveglianza.
16La giornata e la settimana sistemica: tradurre la teoria nella vita quotidiana
Per essere replicabile, il modello deve entrare nella quotidianità senza trasformarsi in un programma totalizzante. Un partecipante adulto potrebbe, per esempio, scegliere un piano trimestrale con movimento, attività nella natura, un laboratorio culturale, un obiettivo di sonno, un momento di formazione e un’attività di comunità.
Per un anziano il piano potrebbe privilegiare equilibrio, socialità, mobilità, cultura e sostegno digitale. Per un adolescente, sport, orientamento, creatività, relazioni e uso consapevole del digitale. Il principio è personalizzare il mix, non imporre lo stesso stile di vita a tutti.
San Cresci dovrebbe produrre moduli brevi e replicabili: 6–12 settimane, con obiettivi semplici e misurabili. La sperimentazione confronterà quali combinazioni sono sostenibili, quali vengono abbandonate e quali producono cambiamenti significativi.
17Natura, bosco e salute
I circa 500 ettari di bosco attribuiti alla Tenuta nella documentazione progettuale rappresentano una risorsa strategica. Il progetto può utilizzare sentieri, attività forestali, educazione ambientale e osservazione della biodiversità come componenti non cliniche di movimento, apprendimento e socialità.
È importante distinguere fra benefici plausibili del contatto con la natura e affermazioni terapeutiche. Le attività nella natura possono essere studiate come esposizioni e programmi di benessere; eventuali effetti clinici devono essere misurati e non presunti.
- sentieri per differenti capacità fisiche
- programmi scuola-bosco
- volontariato ambientale
- monitoraggio biodiversità con citizen science
- formazione sulla prevenzione incendi
- attività intergenerazionali
- percorsi di movimento e orientamento
18Agricoltura, alimentazione e filiere locali
I circa 150 ettari agricoli/pascolo indicati nel progetto possono sostenere un laboratorio di alimentazione e produzione. L’obiettivo non è prescrivere una dieta proprietaria, ma avvicinare persone e famiglie alla comprensione del cibo, della stagionalità, della produzione e della sostenibilità.
- orti didattici e intergenerazionali
- cucina educativa
- collaborazioni con produttori locali
- formazione su spreco alimentare
- percorsi per scuole e famiglie
- raccolta dati su accessibilità e abitudini
- sperimentazione di modelli di ristorazione sana e sostenibile
La dimensione agricola può inoltre contribuire alla sostenibilità economica e all’identità del luogo, ma dovrà essere valutata con un piano agricolo autonomo.
19Cultura, patrimonio e senso di appartenenza
Il patrimonio storico di San Cresci non deve essere soltanto restaurato: deve diventare una componente attiva del modello. Cultura, memoria, arti e bellezza possono sostenere partecipazione, apprendimento, relazioni e identità territoriale.
- centro studi e archivio storico
- percorsi sulla storia della Tenuta e del territorio
- laboratori di arti e mestieri
- restauro come formazione
- programmazione culturale intergenerazionale
- residenze di ricerca e creazione
- turismo culturale coerente con la missione
Questa componente consente di evitare una lettura riduttivamente sanitaria del progetto: il benessere viene trattato come fenomeno umano e territoriale.
20Spiritualità, interiorità e pluralismo
La dimensione spirituale può far parte dello Stile di Vita Sistemico solo a condizioni molto chiare: volontarietà, pluralismo, distinzione dalla medicina, assenza di proselitismo e rispetto delle convinzioni religiose o non religiose.
San Cresci può offrire spazi di silenzio, contemplazione, dialogo, meditazione non clinica, musica, natura e riflessione sul significato della vita. I partecipanti devono poter scegliere liberamente se utilizzarli.
Nella ricerca, questa dimensione può essere osservata attraverso indicatori validati di significato, benessere esistenziale o connessione, evitando di attribuire effetti sanitari non dimostrati.
21Lavoro, competenze e transizioni professionali
Il lavoro incide su salute, identità, reddito e relazioni. Lo Stile di Vita Sistemico deve quindi includere formazione, orientamento e capacità di attraversare transizioni professionali.
- formazione continua
- mestieri del patrimonio e del restauro
- competenze verdi e forestali
- agricoltura e filiere
- competenze digitali
- mentoring intergenerazionale
- preparazione alla pensione
- supporto all’imprenditorialità coerente con il territorio
Gli esiti non vanno limitati all’occupazione: vanno osservati anche qualità del lavoro, competenze, autoefficacia e sostenibilità delle transizioni.
22Comunità, relazioni e contrasto alla solitudine
La solitudine e l’isolamento attraversano età diverse. Il progetto può trattare la relazione come infrastruttura di benessere, senza trasformarla in un servizio assistenziale generico.
- tavoli intergenerazionali
- mentoring fra giovani e anziani
- volontariato
- gruppi di cammino
- laboratori culturali
- reti di vicinato
- momenti conviviali
- programmi per nuovi residenti e persone sole
La qualità delle reti sociali può essere misurata con strumenti validati, insieme a partecipazione, fiducia e senso di appartenenza.
23Programma scientifico: dalla suggestione alla prova
Il valore istituzionale del progetto dipenderà dalla qualità della valutazione. La ricerca deve essere progettata prima degli interventi, con esiti primari definiti, protocolli pubblici, gestione dei conflitti di interesse e valutatori indipendenti.
| Fase | Campione indicativo | Scopo |
|---|---|---|
| Fattibilità | 50–100 | testare reclutamento, strumenti, accettabilità e dati |
| Pilota | 100–200 | raffinare interventi e stime di effetto |
| Coorte territoriale | 500–1.000 o numerosità calcolata | valutare esiti longitudinali e costi |
| Multi-sito europeo | da definire | verificare trasferibilità e robustezza |
La numerosità finale non deve essere scelta per ragioni comunicative. Deve derivare da una power analysis basata sugli esiti primari.
24Disegni di studio possibili
Non tutti gli interventi possono o devono essere valutati con lo stesso disegno. Il Comitato scientifico dovrà scegliere metodologie proporzionate.
- coorte longitudinale con misure ripetute
- trial pragmatici per moduli specifici quando appropriato
- cluster randomization per scuole o comunità quando eticamente e logisticamente possibile
- disegni quasi-sperimentali con territori di confronto
- stepped-wedge per introduzione progressiva di servizi
- analisi qualitative su esperienza e accettabilità
- valutazione economica costo-efficacia e costo-utilità
- Social Return on Investment come analisi complementare, non sostitutiva delle metriche sanitarie
Il dossier non sceglie oggi un unico disegno perché gli interventi definitivi non sono ancora stabiliti.
25Quadro degli indicatori
| Area | Esempi | Frequenza indicativa |
|---|---|---|
| Salute | qualità di vita, capacità funzionale, fattori di rischio selezionati | baseline/annuale |
| Psicologico | benessere, stress, solitudine | 6–12 mesi |
| Relazioni | supporto sociale, partecipazione, fiducia | annuale |
| Giovani | benessere scolastico, attività fisica, autoefficacia | annuale |
| Lavoro | occupabilità, assenze, competenze | annuale |
| Anziani | mobilità, cadute, autonomia | 6–12 mesi |
| Servizi | accessi, continuità, appropriatezza ove misurabile | annuale |
| Economia | costi programma, costi servizi, produttività | annuale |
| Ambiente | uso natura, mobilità, biodiversità, gestione bosco | annuale |
| Equità | differenze per condizioni socioeconomiche e vulnerabilità | ogni analisi |
Gli indicatori clinici dovranno essere selezionati con professionisti sanitari. Non è opportuno creare un check-up universale uguale per tutti: screening e controlli devono rispettare età, rischio e linee guida.
26Economia del Benessere: quattro capitali
Il quadro OMS Europa permette di leggere San Cresci attraverso quattro capitali: umano, sociale, economico e planetario. Il progetto dovrebbe produrre un bilancio annuale integrato che mostri come le attività incidono su ciascuno.
| Capitale | A San Cresci | Possibili metriche |
|---|---|---|
| Umano | salute, capacità, competenze | qualità di vita, funzionalità, formazione |
| Sociale | relazioni, fiducia, partecipazione | solitudine, volontariato, reti |
| Economico | lavoro, costi, produttività | occupazione, costi evitabili, ricavi |
| Planetario | bosco, agricoltura, biodiversità | indicatori ambientali, mobilità, gestione risorse |
Questo approccio consente di parlare a interlocutori diversi: sanità, politiche sociali, sviluppo economico, ambiente, cultura e finanza.
27Governance: separare proprietà, gestione e scienza
Per evitare conflitti e rendere il progetto credibile, la governance deve distinguere ruoli e responsabilità.
| Organo | Ruolo |
|---|---|
| Proprietà | concede o mette a disposizione immobili e terreni secondo accordi definiti |
| Ente gestore | gestione operativa, personale, programmi, manutenzione e servizi |
| Comitato scientifico | disegno, standard, pubblicazioni, revisione dei programmi |
| Comitato etico/dati | privacy, consenso, rischi, accessi e uso secondario dei dati |
| Valutatore indipendente | valutazione degli esiti e dell’impatto |
| Tavolo istituzionale | allineamento con politiche pubbliche e territorio |
| Forum dei cittadini | co-progettazione, feedback e accountability |
| Advisory board europeo | trasferibilità e partenariati internazionali |
La proprietà non dovrebbe poter modificare o sopprimere risultati scientifici sfavorevoli. Questo principio deve essere formalizzato.
28Comitato scientifico: competenze necessarie
- sanità pubblica ed epidemiologia
- medicina generale e pediatria
- geriatria e healthy ageing
- psicologia e salute mentale
- scienze dell’educazione
- sociologia e scienze sociali
- economia sanitaria e well-being economy
- statistica e metodologia della ricerca
- scienze ambientali e forestali
- nutrizione e attività fisica
- etica, diritto e protezione dati
- architettura, patrimonio e rigenerazione territoriale
La composizione deve essere interdisciplinare ma contenuta. Un nucleo di 8–12 membri con gruppi di lavoro tematici è preferibile a un comitato troppo numeroso.
29Università e centri da esplorare
Il dossier individua categorie e istituzioni da contattare in fase esplorativa; nessuna è indicata come partner già acquisito.
| Interlocutore potenziale | Contributo da esplorare |
|---|---|
| Università degli Studi di Firenze | sanità pubblica, medicina, psicologia, scienze sociali, agraria, architettura e patrimonio |
| Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa | innovazione, politiche pubbliche, management sanitario, sostenibilità |
| Università di Pisa | medicina, ageing, scienze sociali, agraria e valutazione |
| Università di Siena | medicina, economia, sostenibilità e territorio |
| Istituto Superiore di Sanità | metodologia, prevenzione, sanità pubblica; interlocuzione istituzionale da verificare |
| CNR | ricerca interdisciplinare, ambiente, dati e territorio, secondo istituti pertinenti |
| Partner europei life-course / healthy ageing | confronto metodologico e siti multi-paese |
Prima di contattare singoli professori è opportuno predisporre un brief di 4 pagine e definire esattamente quale responsabilità scientifica si chiede.
30Interlocutori OMS ed europei
Gli interlocutori internazionali devono essere avvicinati dopo la costituzione di un nucleo scientifico italiano credibile.
| Organismo | Possibile tema di interlocuzione |
|---|---|
| WHO Department of Maternal, Newborn, Child and Adolescent Health and Ageing | life-course approach e metodologia |
| WHO Regional Office for Europe – Office for Investment for Health and Development, Venezia | well-being economy e strumenti di investimento |
| Commissione europea – DG Research & Innovation | Horizon Europe e ricerca multi-sito |
| Commissione europea – DG SANTE | prevenzione, salute pubblica e sistemi sanitari, ove pertinente |
| Commissione europea – DG REGIO | sviluppo territoriale e aree interne, attraverso canali appropriati |
| Commissione europea – DG EMPL | FSE+, competenze e inclusione, nel quadro della programmazione |
Il primo obiettivo non dovrebbe essere chiedere un finanziamento, ma ottenere confronto tecnico, orientamento e compatibilità del concept con iniziative esistenti.
31Regione Toscana e territorio
La Regione Toscana riconosce Valdarno e Valdisieve – Mugello – Val Bisenzio fra le sei aree interne della programmazione 2021–2027. Nel 2025 è stato approvato lo schema di Investimento Territoriale Integrato e successivamente l’Accordo di programma relativo all’area.
La programmazione regionale indica che le strategie delle aree interne sono sostenute prioritariamente dal PR FESR 2021–2027 e che il PR FSE+ concorre su azioni di formazione e inclusione. Ciò non significa che San Cresci possa accedere automaticamente alle risorse: beneficiari, procedure e interventi ammissibili vanno verificati bando per bando e, in molti casi, passano attraverso enti capofila territoriali.
Interlocutori territoriali da coinvolgere
- Regione Toscana – strutture competenti per aree interne, salute, sociale, cultura, agricoltura e FESR/FSE+
- Unione dei Comuni del Mugello e/o capofila della strategia d’area competente
- Comuni interessati territorialmente
- Azienda sanitaria competente
- scuole e reti educative
- associazioni, imprese e terzo settore
- fondazioni bancarie e filantropiche
32Horizon Europe 2026–2027 e ricerca europea
La Commissione europea ha pubblicato il Work Programme Horizon Europe 2026–2027. Il Cluster 1 – Health comprende aree relative a salute, prevenzione, sistemi sanitari e soluzioni per health and care. San Cresci può essere coerente con alcune traiettorie di ricerca, ma l’ammissibilità dipende dai singoli topic, dai risultati attesi, dal tipo di azione, dal partenariato e dalle scadenze.
Per evitare candidature deboli, il progetto dovrebbe seguire una procedura di matching: partire dai topic ufficiali, non dal desiderio di finanziare il progetto; selezionare soltanto call in cui San Cresci può essere un vero sito dimostrativo; costruire un consorzio europeo con competenze scientifiche già riconosciute.
- mappatura topic ogni 3 mesi
- scheda di compatibilità per ogni call
- go/no-go scientifico prima della candidatura
- partner search europeo
- budget separato fra ricerca e Restauro
33FESR, FSE+ e Aree interne
Per San Cresci la programmazione territoriale toscana può essere più importante di un singolo grande bando europeo, perché consente di collegare infrastrutture, inclusione, competenze e territorio.
La Regione ha approvato nel 2025 l’Investimento Territoriale Integrato per l’area Valdarno e Valdisieve – Mugello – Val Bisenzio. Inoltre il PR FSE+ contribuisce alle strategie delle aree interne con azioni specifiche. Nel 2025–2026 sono stati attivati, per alcune aree fra cui quella del Mugello, interventi su inclusione, sport e partecipazione.
La strategia per San Cresci deve quindi essere negoziale e territoriale: comprendere quali schede e priorità dell’ITI siano già definite, quali margini esistano per future programmazioni e quali componenti possano essere candidate da soggetti ammissibili.
34Sviluppo rurale, bosco e agricoltura
La Regione Toscana indica che FEASR e altri fondi concorrono al sostegno delle aree interne. La Tenuta può esplorare misure relative ad agricoltura, diversificazione, bosco, biodiversità, formazione e sviluppo rurale, sempre in base ai requisiti specifici del CSR Toscana 2023–2027 e dei relativi bandi.
È opportuno predisporre un Piano Agricolo-Forestale San Cresci autonomo ma integrato con il dossier, con inventario delle superfici, attività attuali, potenzialità produttive, gestione boschiva, rischio incendi, biodiversità, acqua e infrastrutture rurali.
35Cultura e recupero del patrimonio
Il recupero dei circa 12.000 m² deve essere trattato come un programma pluriennale di conservazione e rifunzionalizzazione. Il valore storico degli edifici richiede un percorso autorizzativo e progettuale specifico.
- rilievo geometrico e materico
- verifica strutturale
- quadro dei vincoli
- masterplan delle funzioni
- accessibilità universale
- efficienza energetica compatibile con il patrimonio
- piano antincendio e sicurezza
- progetto per lotti
- stima dei costi e contingency
- piano di manutenzione
Il dossier istituzionale non sostituisce lo SFTE. Le stime economiche restano esplorative finché non esiste un quadro tecnico.
36Programma funzionale dei 12.000 m²
| Macrofunzione | Quota preliminare | Ipotesi di contenuto |
|---|---|---|
| Ricerca e formazione | 15–20% | aule, centro studi, uffici, sale riunioni, data hub |
| Prevenzione e valutazione | 10–15% | spazi per valutazioni e counselling; eventuali attività sanitarie solo se autorizzate |
| Laboratori | 15–20% | cultura, mestieri, alimentazione, giovani, digitale |
| Foresteria temporanea | 20–30% | ricercatori, docenti, corsi, soggiorni brevi |
| Ristorazione e spazi comuni | 10–15% | cucine, sale, educazione alimentare |
| Tecnici/logistica/flessibili | 15–20% | impianti, depositi, accessibilità, supporto |
Le percentuali non sono additive in modo rigido e devono essere ridisegnate edificio per edificio. La residenzialità permanente non è il fulcro del progetto.
37Primo lotto: partire senza aspettare tutto
La priorità 2027–2029 dovrebbe essere identificare un primo lotto capace di ospitare le funzioni minime: coordinamento, formazione, incontri, valutazioni non complesse, laboratorio digitale e alcune attività dimostrative.
Il primo lotto deve essere scelto con una matrice che valuti costo, tempi, vincoli, accessibilità, rappresentatività e capacità di funzionare autonomamente.
| Criterio | Peso indicativo |
|---|---|
| rapidità autorizzativa | 20% |
| costo e rischio tecnico | 20% |
| accessibilità | 15% |
| utilità scientifica | 20% |
| visibilità istituzionale | 10% |
| possibilità di espansione | 15% |
38Modello economico e fabbisogno
L’ordine di grandezza di circa 40 milioni di euro discusso nelle fasi precedenti deve essere trattato come ipotesi, non come preventivo. Per il dossier esteso si mantiene una forchetta esplorativa di circa 25–46 milioni per recupero e attivazione, cui aggiungere ricerca e gestione pluriennale.
| Fase | Periodo | Stima esplorativa | Finalità |
|---|---|---|---|
| 0 | 2027 | €0,5–1,0 M | SFTE, rilievi, governance, protocollo, progettazione, fundraising |
| 1 | 2028–2029 | €5–10 M | primo lotto e pilota |
| 2 | 2030–2032 | €10–15 M | espansione strutture e coorte |
| 3 | 2032–2035 | €10–20 M | completamento progressivo e rete europea |
Ogni cifra dovrà essere sostituita da computi e piani economici verificati.
39Finanza per il benessere
Nel 2026 OMS Europa ha pubblicato un primer sui finanziamenti per benessere, equità e società sane. Il documento considera strumenti pubblici, privati e filantropici, impact investment e contratti legati agli esiti.
Per San Cresci ciò suggerisce una struttura a portafoglio: capitale pubblico per funzioni pubbliche e territoriali; fondazioni per innovazione e piloti; ricerca europea per valutazione; capitale a impatto soltanto per componenti con flussi o risultati misurabili; ricavi propri per formazione, ospitalità temporanea, cultura e attività compatibili.
Outcome financing e impact investment non devono essere utilizzati come etichette. Richiedono metriche robuste, governance e una chiara allocazione del rischio.
40Sostenibilità operativa a regime
| Fonte | Ruolo possibile |
|---|---|
| ricerca competitiva | finanziare studi, personale scientifico e reti |
| formazione | corsi professionali, executive e programmi per enti |
| foresteria temporanea | ospitalità per corsi, ricerca e programmi intensivi |
| cultura | eventi, visite, attività e partnership |
| agricoltura | produzioni e attività didattiche, se economicamente sostenibili |
| convenzioni | programmi specifici con enti pubblici, ove previsti |
| filantropia | innovazione, giovani, fragilità, patrimonio |
| donazioni | sostegno alla missione e borse di partecipazione |
L’accesso al Living Lab non dovrebbe dipendere dalla capacità di pagare, altrimenti la sperimentazione perderebbe rappresentatività ed equità.
41Roadmap 2027–2035
| Anno | Traguardo |
|---|---|
| 2027 | Comitato promotore; università capofila; SFTE; baseline territoriale; protocollo; primo dialogo istituzionale. |
| 2028 | Progettazione primo lotto; comitato etico; piattaforma dati; candidature; accordi territoriali. |
| 2029 | Apertura funzioni iniziali; studio di fattibilità 50–100; pilota 100–200. |
| 2030 | Revisione del modello; ampliamento coorte; primi report pubblici. |
| 2031 | Coorte 500–1.000 o numerosità scientificamente definita; piena attività dei laboratori prioritari. |
| 2032 | Valutazione intermedia indipendente; decisione go/no-go sull’espansione europea. |
| 2033 | 2–3 siti europei partner; protocollo comune e adattamenti locali. |
| 2034 | Analisi economica e scientifica consolidata; manuale operativo. |
| 2035 | Rapporto finale; proposta multi-sito europea; piano 2036–2045. |
42I primi 180 giorni
- Costituire un Comitato promotore ristretto.
- Individuare un responsabile scientifico e avviare interlocuzione con una università capofila.
- Commissionare rilievo tecnico e quadro vincolistico degli immobili.
- Definire 3–5 esiti prioritari della prima sperimentazione.
- Realizzare una baseline sintetica del Mugello: demografia, salute, servizi, istruzione, mobilità, economia e ambiente.
- Incontrare la governance dell’Area interna Valdarno e Valdisieve – Mugello – Val Bisenzio.
- Preparare executive brief di 4 pagine e presentazione di 12–15 slide.
- Costruire una mappa bandi 2027–2030 aggiornata trimestralmente.
- Selezionare il primo lotto immobiliare.
- Definire statuto/accordo che garantisca indipendenza scientifica e pubblicazione dei risultati.
43Rischi principali e mitigazioni
| Rischio | Conseguenza | Mitigazione |
|---|---|---|
| progetto troppo vasto | dispersione e costi | nucleo minimo + crescita per evidenze |
| restauro più costoso | ritardi | lotti, contingency, rilievi precoci |
| confusione con medicina alternativa | perdita di credibilità | confini clinici chiari e evidence-based |
| campione selezionato | risultati non generalizzabili | reclutamento territoriale e analisi bias |
| dati e privacy | rischio legale/reputazionale | privacy by design e minimizzazione |
| dipendenza da fondi | instabilità | portafoglio di fonti e sostenibilità operativa |
| scarso coinvolgimento locale | opposizione | co-progettazione e forum territoriale |
| risultati nulli | pressione a reinterpretare | indipendenza e pubblicazione preventiva |
| brand prima della prova | aspettative eccessive | comunicazione prudente |
44Criteri di successo al 2035
Entro il 2035, il progetto sarà valutato sulla base della solidità scientifica, dei benefici osservati per le persone, della sostenibilità economica e dell’integrazione con il territorio. I criteri seguenti guideranno la verifica dei risultati e le decisioni sullo sviluppo del modello e sulla sua possibile applicazione in altri contesti:
- almeno un protocollo scientifico completo e pubblicamente accessibile
- valutazione indipendente della sperimentazione
- evidenze su fattibilità, accettabilità ed esiti
- modello economico trasparente
- recupero funzionale progressivo del patrimonio senza dipendenza dal completamento totale
- integrazione reale con il territorio
- manuale operativo replicabile
- almeno due territori europei in grado di testare il nucleo del modello
- sistema di indicatori comparabili
- decisione finale basata sui dati: scalare, modificare o interrompere le componenti non efficaci
Il successo non coincide necessariamente con la conferma di tutte le ipotesi. Un Living Lab serio deve poter scoprire anche ciò che non funziona.
45Posizionamento e linguaggio istituzionale
Il progetto deve evitare espressioni che possano apparire assolute o antagoniste rispetto ai sistemi esistenti. È preferibile parlare di integrazione, continuità, prevenzione, capacità e accompagnamento.
| Evitare | Preferire |
|---|---|
| “sostituire l’attuale sistema” | “integrare e ridurre la frammentazione” |
| “dimostreremo che funziona” | “verificheremo con valutazione indipendente” |
| “check-up per tutti” | “prevenzione appropriata per età e rischio” |
| “cura attraverso lo stile di vita” | “promozione della salute e del benessere” |
| “modello da imporre in Europa” | “protocollo da testare e adattare in più Paesi” |
| “San Cresci ospiterà mille persone” | “San Cresci coordinerà una coorte territoriale non residente” |
46Proposta di Protocollo d’Intesa – struttura
Una volta costituito il nucleo scientifico, potrà essere predisposta una bozza di Protocollo d’Intesa non vincolante per definire il percorso di fattibilità.
- premesse e finalità
- principi scientifici ed etici
- ruolo della proprietà
- ruolo degli enti territoriali
- ruolo delle università
- governance della fase di fattibilità
- condivisione dei dati solo nei limiti consentiti
- indipendenza della valutazione
- assenza di obblighi finanziari salvo atti successivi
- durata 18–24 mesi della fase preparatoria
- criteri per passare alla sperimentazione
47Executive pitch istituzionale
- San Cresci propone alla Toscana e all’Europa un luogo nel quale sperimentare un passaggio: dalla frammentazione degli interventi a un accompagnamento coordinato della persona lungo la vita. La Tenuta non è una città separata né un ospedale. È l’hub di un laboratorio territoriale che coinvolge persone nelle loro case, scuole, luoghi di lavoro e comunità.
- Il progetto utilizza patrimonio, natura, agricoltura, cultura e ricerca per verificare se un approccio life-course e di economia del benessere possa migliorare capacità, autonomia, relazioni e uso appropriato delle risorse. Ogni risultato sarà misurato e valutato in modo indipendente.
- Se il modello produrrà evidenze positive, San Cresci potrà formare operatori e territori e contribuire a una rete europea di siti dimostrativi. Se alcune componenti non funzioneranno, saranno modificate o abbandonate. È questa verificabilità a rendere la proposta istituzionalmente credibile.
48Fonti istituzionali verificate
- WHO, Framework to implement a life course approach in practice, 3 luglio 2025
https://www.who.int/publications/i/item/9789240112575 - WHO, Operationalizing a Life Course Approach
https://www.who.int/teams/maternal-newborn-child-adolescent-health-and-ageing/life-course/operationalizing-a-life-course-approach - WHO Europe, European Well-being Economy Initiative
https://www.who.int/europe/initiatives/who-european-well-being-economy-initiative - WHO Europe, Well-being economy in practice: case studies from Europe and beyond, 7 agosto 2025
https://www.who.int/europe/publications/i/item/WHO-EURO-2025-12195-51967-79701 - WHO Europe, Unlocking funding for well-being, equity and healthy societies: primer, 28 gennaio 2026
https://www.who.int/europe/publications/i/item/WHO-EURO-2026-12798-52572-81397 - Regione Toscana, Strategia regionale per le Aree interne 2021–2027
https://www.regione.toscana.it/-/strategia-regionale-per-le-aree-interne-2021-2027-aggiornamento-maggio-2024 - Regione Toscana, Strategie delle sei aree interne: Investimenti territoriali integrati
https://www.regione.toscana.it/it/-/strategie-delle-sei-aree-interne-approvati-gli-schemi-di-investimento-territoriale-integrato-per-attuarle - Regione Toscana, ruolo PR FSE+ nelle Aree interne
https://www.regione.toscana.it/-/strategia-regionale-per-le-aree-interne-il-ruolo-del-pr-fse-2021-2027 - Commissione europea, Horizon Europe – Cluster 1 Health
https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe/cluster-1-health_en
49Allegato A – Matrice dei partner
| Categoria | Cosa chiedere | Cosa offrire |
|---|---|---|
| Università | lead scientifico, metodologia, valutazione | sito reale, coorte, infrastruttura, dati governati |
| Regione | allineamento politiche, accesso a percorsi territoriali | progetto dimostrativo e dati di impatto |
| Comuni/Unioni | co-progettazione, reclutamento, servizi | risorse, formazione e innovazione territoriale |
| SSN territoriale | raccordo, appropriatezza, indicatori | prevenzione e continuità non sostitutive |
| Fondazioni | capitale paziente per piloti | impatto misurabile e patrimonio |
| UE | ricerca multi-sito e networking | living lab e trasferibilità |
| OMS/Europa | confronto tecnico e cornici | caso applicativo da valutare, senza presumere endorsement |
| Imprese | tecnologie e competenze | sperimentazione regolata e trasparente |
50Allegato B – Matrice finanziamenti 2027–2030
| Componente | Canale da monitorare | Nota |
|---|---|---|
| ricerca life-course | Horizon Europe Cluster 1 | solo topic compatibili |
| dati/digitale | Horizon / programmi digitali pertinenti | verificare call e requisiti |
| restauro | FESR / cultura / fondazioni | dipende da beneficiario e vincoli |
| aree interne | ITI Toscana / FESR / FSE+ | interlocuzione con capofila territoriale |
| competenze | FSE+ | formazione e inclusione secondo avvisi |
| bosco/agricoltura | CSR Toscana FEASR | verificare interventi annuali |
| giovani | FSE+ / fondazioni / programmi UE | moduli specifici |
| healthy ageing | ricerca / sanità / fondazioni | partner scientifici necessari |
| cultura | MiC / Regione / fondazioni / UE | progetti autonomi ma integrati |
| pilota | filantropia / fondazioni | utile per fase pre-competitiva |
La matrice deve essere aggiornata trimestralmente. Non costituisce promessa di finanziamento.
51Allegato C – Quadro documentale da produrre
- Executive brief di 4 pagine.
- Presentazione istituzionale di 12–15 slide.
- Masterplan funzionale della Tenuta.
- SFTE del primo lotto.
- Protocollo scientifico preliminare.
- Piano statistico.
- Data Management Plan e DPIA se necessaria.
- Manifesto etico.
- Bozza di governance e statuto/accordo.
- Baseline territoriale del Mugello.
- Piano agricolo-forestale.
- Piano culturale e del patrimonio.
- Piano economico-finanziario.
- Mappa bandi e funding pipeline.
- Strategia di coinvolgimento dei cittadini.
- Piano di comunicazione scientifica.
52Conclusione
San Cresci si propone come luogo europeo di ricerca, applicazione e sviluppo dello Stile di Vita Sistemico: un progetto che considera la persona lungo l’intero arco della vita e riconosce il legame tra salute, relazioni, ambiente, cultura, lavoro e significato.
La Tenuta offre un contesto straordinario per tradurre questa visione in esperienze concrete, integrando il patrimonio storico e naturale con competenze scientifiche, educative e sociali. Il valore del progetto risiede nella possibilità di creare condizioni quotidiane favorevoli alla qualità della vita, accompagnando le attività con un’attenta valutazione dei risultati e un miglioramento continuo.
Il radicamento nel territorio e l’apertura alla collaborazione con istituzioni, università, fondazioni e partner europei rappresentano dimensioni complementari di questo percorso. Attraverso uno sviluppo graduale, San Cresci potrà consolidare il proprio modello e favorire la condivisione di conoscenze e pratiche adattabili ad altri contesti.
San Cresci intende dare forma a una visione condivisa: un luogo in cui conoscenza, natura e comunità contribuiscano a promuovere uno Stile di Vita Sistemico, con benefici concreti e misurabili per le persone e il territorio.
“LA VERITA’ VA CERCATA DOVE GLI ALTRI PREFERISCONO VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE.” Nellie Bly
Documento istituzionale preliminare – settembre 2026
Partnership, stime, opportunità di finanziamento e ruoli delineati saranno progressivamente definiti con i soggetti coinvolti, in relazione alle fasi di sviluppo del progetto.
