Oggi, se qualcuno ti chiede: sei cristiano? puoi rispondere di sì, senza problemi. Voglio dire che non c'è il pericolo che un leone ti mangi o qualcuno ti tagli la testa. Invece i primi cristiani vivevano sempre con la prospettiva di essere torturati e poi uccisi in mille maniere diverse, una peggio dell’altra.
Questo perché gli imperatori romani erano convinti che i cristiani fossero dei pericolosi criminali, dei ribelli che seguivano una misteriosa dottrina che veniva dall'Oriente e si rifiutavano di offrire sacrifici agli Dei venerati in quel tempo.
La storia del mondo si ripete sempre: tutto quello che è nuovo, viene visto con diffidenza e sospetto. Anche l'imperatore Decio, che comandava quando avvennero i fatti raccontati in questa storia, non sopportava i cristiani e per questo li perseguitava decisamente.
A quel tempo, dovete sapere che le colline intorno a Firenze erano ricoperte da fitti boschi, adatti per tutti quelli che volevano starsene nascosti. In un bosco sulla riva sinistra dell'Arno c'era una grotta dove viveva tutto solo un giovane che si chiamava Miniato e si diceva fosse figlio di un re dell'Armenia, fuggito dal suo paese e diventato poi cristiano. Una sera, mentre era occupato a pregare, Miniato vide arrivare alla sua grotta un giovane biondo. "Sei Miniato? Ho sentito tanto parlare di te e volevo conoscerti. Ma non aver paura, non ti tradirò: anch'io sono cristiano e sono venuto in Italia dalla Germania per visitare le tombe dei martiri. Mi chiamo Cresci", disse il giovanotto. "Sei il benvenuto" rispose Miniato.
"Adesso non è prudente muoversi, ma appena sarà buio ti farò conoscere altri amici." Infatti i cristiani si riunivano a pregare soltanto di notte quando era meno facile essere visti. Ma un giorno forse erano stati imprudenti? Forse qualcuno aveva fatto la spia? - Miniato, Cresci e altri loro compagni furono scoperti dai soldati e portati incatenati al tribunale di Firenze. Miniato era un pezzo che gli davano la caccia!- fu scelto subito per fare un numero speciale con le belve feroci nell'anfiteatro. Per capire il divertimento dell'anfiteatro, pensate al circo: con la differenza che oggi si applaude il domatore perché le belve non lo mangiano, mentre allora si applaudivano i leoni proprio perché mangiavano i cristiani. Quel giorno però gli spettatori rimasero delusi perché gli animali, nonostante fossero affamati, non toccarono Miniato neppure con una zampa. Allora i soldati lo presero e, senza tanti complimenti, gli tagliarono la testa sulla riva dell'Arno.
Cresci, invece, fu rinchiuso in prigione. Una notte il suo carceriere, che si chiamava Onnione, fece un sogno. In mezzo ad una grande luce gli apparve Cresci che pregava, libero dalle catene. Appena fu mattina, Onnione corse da Cresci. 2Stanotte ti ho sognato, eri bellissimo, libero e con tanta luce intorno che per poco non sono rimasto accecato. Se sei un santo, ti prego, guarisci mia figlia che sta male; ogni tanto cade a terra, si dibatte e grida parole che non capisco..." Cosa pensate che succedesse? Cresci guarì subito la figlia di Onnione che si affrettò a diventare cristiano.
Poteva continuare a fare il carceriere? No di certo, meglio andare via; e così, insieme a Cresci e ad un altro che si chiamava Enzio, fuggì dal carcere.
Cammina cammina, arrivarono in una valle in mezzo ai monti del Mugello che ancora oggi si chiama Valcava. In un posto che si chiama "Il Colle" chiesero ospitalità ad una povera donna, Panfila, che abitava lì in una misera capanna insieme a Serapione, il suo unico figlio che era molto malato, anzi sembrava proprio che stesse per morire.
"Tuo figlio può guarire" le disse Onnione dopo che ebbero mangiato pane e cipolle e si furono riposati. 'Vedi, questo mio amico Cresci, con le sue preghiere, ha già guarito mia figlia. Credi a Cristo?' 'Chi è? Non ne so nulla, che vuoi, ho sempre vissuto da sola tra questi monti, ma sono pronta a credere: ti prego, salva il mio povero figliolo!' implorò Panfila rivolgendosi a Cresci. E Cresci guarì Serapione e, battezzandolo insieme alla madre, gli cambiò il nome, chiamandolo Cerbone. 'Nuovo nome, nuova vita - gli disse- d'ora in avanti tu appartieni al Signore Gesù Cristo. Vedendo questo miracolo, anche altri abitanti della Valcava si convertirono al cristianesimo: venivano a trovare Cresci e lo ascoltavano parlare di Dio, di Gesù e del Vangelo.
Le notizie fanno presto a passare di bocca in bocca e così i soldati che erano stati mandati in cerca dei tre fuggiaschi, presto li rintracciarono e li portarono ad un tempio vicino che era dedicato al Dio Esculapio, il Dio greco che si diceva guarisse i malati. "O sacrificate al Dio Esculapio o vi uccideremo", dissero. E poi, prendendo da una parte Onnione ed Enzio, cercavano di convincerli. "Via, sapete che l'imperatore è generoso, certo vi perdonerà se ritornerete ad onorare gli dei'. Ma non ci fu nulla da fare. 'Un ragazzo che stava qui, era malato. Ma il Dio Esculapio, nonostante gli fossero stati sacrificati tutti i galletti di casa, non ha combinato proprio nulla. Guarito soltanto grazie alle preghiere di Cresci. "Noi siamo cristiani come lui, siamo pronti a morire." dissero Onnione ed Enzio.
Allora i soldati si infuriarono. Prima li frustarono a sangue e poi li uccisero, pestandoli con delle grosse pietre. Per fortuna Panfila e Cerbone erano riusciti a nascondersi. Cresci era rimasto solo, a guardare morire i suoi amici. 'adesso tocca a te', disse un soldato e gli tagliò la testa con la spada. Così mori Cresci il 24 Ottobre dell'anno 250. 'Mettiamo la sua testa su di un'asta e portiamola a Firenze, dissero poi tutti, ridendo. Sarà un bel regalo per il Prefetto'. Così, dopo aver infilato la testa di Cresci in cima ad una lancia ripresero la strada verso Firenze.
Ma, fatte poche centinaia di metri, il soldato che portava la lancia si fermò, tutto rosso in volto e sudato. ‘Aiuto, non ce la faccio più, questa testa è diventata terribilmente pesante!' disse. 'Provate un po' voi a reggerla!' Fatica sprecata: non solo nessuno riuscì a tenere sollevata quella testa, ma addirittura non fu più possibile spostarla dal punto in cui era caduta. Proprio in quel luogo, gli amici seppellirono il corpo di Cresci insieme ad Onnione e Enzio e lì, in seguito fu costruita la chiesa.
L'anno dopo, mentre Panfila, Cerbone e altri compagni stavano pregando sulla tomba di Cresci, arrivarono improvvisamente dei soldati romani. Furono tutti catturati, torturati e poi sepolti vivi in quel luogo. Oggi la Pieve di S.Cresci, una delle prime chiese costruite in Mugello, è ancora lì per ricordarci che il sangue di Cresci fu il seme del cristianesimo nella nostra terra.